Napoli si conferma epicentro di fermento culturale con il proseguimento della rassegna d’arte “Penne e pennelli”. L’appuntamento è al Clubino (via Luca Giordano 73), il rinomato salotto culturale presieduto da Piera Salerno, che si prepara ad accogliere l’universo visivo di Pietro Mingione.

L’Evento e la Curatela

Il prossimo 17 marzo alle ore 17, verrà presentata al pubblico la mostra dal titolo “Signum”. L’esposizione è curata da Pasquale Lettieri, critico d’arte e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il vernissage promette di essere un momento di profonda riflessione intellettuale, arricchito da un dibattito multidimensionale.

La Poetica di “Signum”

Al centro della scena, una selezione di dieci opere attraverso le quali Mingione esplora il concetto di “segno” non solo come gesto tecnico e creativo, ma come vera e propria filosofia esistenziale. Il suo è un laboratorio facturale materico, dove la sostanza stessa del quadro esalta la potenza della rappresentazione.

Nelle tele di Mingione assistiamo a un “precipitare di segni”:

  • Dinamiche Creative: Forme appena intuite sono tenute insieme da un gioco di azioni e reazioni.

  • Codice Emozionale: Ciò che nasce come un’emozione ineffabile si materializza in un codice linguistico innovativo.

  • Visioni Contrastanti: L’artista si muove tra atmosfere teatrali e irritanti e suggestioni crepuscolari e poetiche, in un sovrapporsi di “segni su segni, sogni su sogni”.

Il Commento del Critico

Secondo il curatore Pasquale Lettieri, il lavoro di Mingione è un “monologo che sconvolge i campi del sapere”. Lettieri sottolinea come l’immaginario dell’artista scenda dal sacro al reale con una “inesorabile gravità, che però è paradossalmente leggera”. È un percorso asimmetrico e dionisiaco, dove la forma appare sfuggente e la meta è in continuo movimento.

Le opere diventano dunque metafora di un viaggio, un attraversamento che muta l’identità e sfida le vecchie credenze per fondare nuovi orizzonti culturali, attingendo anche a quelle “culture marginali” che ancora attendono un nome e un volto definitivo.


Il Dibattito Inaugurale

L’apertura della mostra sarà accompagnata da un confronto moderato da Letizia Bonelli. Il panel dei relatori riflette l’approccio interdisciplinare della rassegna, vedendo la partecipazione di:

  • Giuseppe D’Avanzo (storico dell’arte)

  • Clotilde Punzo (poetessa)

  • Paolino Cantalupo (psichiatra)

  • Jurgen Curaj (curatore)

  • Mauro Maurizio Palumbo e Vito Polito (artisti)

Un’occasione imperdibile per immergersi nell’arte contemporanea e nelle sue infinite possibilità di lettura, tra la materia e l’enigma del segno.