La gogna mediatica non può vincere sulla democrazia
La Schlein dovrebbe intervenire a sostegno del sindaco Missiroli e provare almeno a salvare la faccia ad un partito che non ha più ragione di essere se calpesta i principi base del garantismo e del vivere civile
Di Monica Macchioni
Mattia Missiroli e’ un architetto di successo, ma da sempre ha avuto una sfrenata e sana passione per la politica al punto tale da intraprendere una scelta generosa e coraggiosa, quella di mettere da parte il proprio mestiere per 5 anni per dedicarsi alla cosa pubblica nel ruolo di sindaco della città di Cervia Milano Marittima.
Oggi Missiroli e’ 3 volte vittima:
1) della propria onestà intellettuale, perché si è fidato dei compagni di strada e di partito che lo hanno indotto e convinto a dimettersi contro la sua volontà avendo già premeditato la polpetta avvelanata. Basti ricordare che Missiroli ha accettato di presentare le dimissioni solo con la possibilità di poterle ritirare entro i 20 giorni previsti dalla legge
2) della sua giunta e degli eletti che sostengono la sua maggioranza di centrosinistra che gli hanno teso un agguato indegno e disgustoso, accettando che i processi si facciano non nelle sedi opportune con possibilità di difendersi e dimostrare la propria innocenza, ma sui quotidiani e sui social comminando condanne preventive, in questo caso molo comode per far fuori l’attuale sindaco e prenderne il posto
3) del Pd che non lo ha difeso, ma lo ha buttato a mare il garantismo che evidentemente non è nelle corde de partito della Schlein.
La vicenda del sindaco di Cervia Milano Marittima non può rimanere un caso locale, anche per l’importanza che riveste la città da un punto di vista di sviluppo e di imprenditorialità. Parliamo infatti di importantissime strutture alberghiere, fondamentali per la ricezione, parliamo di un turismo alla avanguardia, con progetti ulteriori di ampliamento, parliamo di tanti denari che girano. E che evidentemente fanno gola a qualcuno che ha pensato bene di approfittare della vicenda privata del sindaco – per la quale egli si proclama innocente e avrà sicuramente modo di dimostrarlo nelle sedi opportune che non sono né’ i mass media né’ le sezioni di partito ma le aule del Tribunale che peraltro già ha mostrato i primi dubbi su chi lo accusa – per prenderne il posto e gestire progetti già avviati.
La cosa disgustosa e’ che l’agguato e’ stato fatto dalla maggioranza e non dalla opposizione. E ora, dopo che il tribunale del Riesame, come già aveva fatto il gip di Ravenna, non ha accolto la richiesta di custodia in carcere della Procura, l’ex sindaco di Cervia ha giustamente ritirato le dimissioni come era suo diritto. Rimane indagato per maltrattamenti in famiglia ma si dichiara innocente. E infatti ha preparato ben 116 querele. La giustizia farà il suo corso. Ma la politica ha il dovere di intervenire e subito. Finché è ancora possibile salvare il salvabile. E il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, che è di Cervia come Missiroli, non solo e’ suo concittadino ma è’ un suo amico storico e lo conosce da una vita, non ha nulla da dire? E’ forse un golpe condiviso? E chi pensa ai cittadini di Cervia, ai commercianti, agli albergatori? E chi pensa a salvare le questioni di principio e di diritto? Salvo intervento della Schlein, questo affaire dimostra che il Partito Democratico non ha più ragion d’essere: ha perso la vocazione a difendere piu’ deboli, i lavoratori e la giustizia.





















