Di Monica Macchioni
Ci sono storie che non chiedono il permesso di essere raccontate: si impongono con la forza della realtà vissuta sulla propria pelle. Quella di Pavlo Polyev è la storia di un giovane che non ha mai aspettato che la vita gli regalasse nulla, ma è andato a prendersi il proprio spazio nel mondo, trasformando le complessità delle sue origini e le ferite della storia contemporanea in una missione civile, politica ed umana.
Nato nella città di Luhansk, con origini miste russo-ucraine ed ebraiche nel proprio albero genealogico, Pavlo giunge in Italia da bambino.
La sua storia parte da Salerno, dove risiede per 18 anni frequentando l’asilo e completando l’intero ciclo scolastico fino al diploma, per poi trasferirsi a Trento, sua attuale città di residenza.
Più di vent’anni vissuti in Italia e una cittadinanza ucraina che non è un semplice dato anagrafico, ma una scelta d’amore e di resistenza morale.
Se fosse rimasto a Luhansk, oggi sarebbe stato costretto al fronte, arruolato per forza da una parte o dall’altra; invece, grazie alla spinta determinante dei genitori che hanno voluto per lui un futuro di pace lontano dalle bombe, Pavlo ha potuto costruire la sua vita qui, facendosi voce libera e instancabile.
Dalle Radici al Primo Libro: Una Testimonianza che Corre sul Filo del Fronte
Nel settembre del 2024, Pavlo pubblica il suo primo libro: un saggio romanzo autobiografico di ben 348 pagine intitolato Donbas/s, uno dei regni perduti.
Un’opera viva e viscerale in cui intreccia la storia della sua famiglia, il percorso non semplice di integrazione iniziale in Italia, le proprie radici culturali e il modo drammatico in cui la guerra ha sconvolto la sua vita quotidiana.
Sebbene lontano fisicamente dalla linea del fuoco, il fronte Pavlo lo ha vissuto dentro casa, affrontando l’ostilità e le divisioni di alcuni parenti di origine russa che lo hanno persino bollato come “traditore della patria”.
A questa accusa, la sua risposta è netta, carica di orgoglio e dignità: «Cresciuto per 20 anni in Italia, cittadino ucraino che si batte per la sua terra libera… quale traditore della patria?».
Nel libro, l’autore propone una riflessione profonda e coraggiosa sul futuro: tempi complessi ci attendono, ma l’Europa resta l’orizzonte, il centro del mondo e l’ultima vera speranza per le questioni internazionali.
Una speranza affidata alla Generazione Z, chiamata a scrivere la storia del XXI secolo in un’epoca di grandi e repentine rivoluzioni.
Per il suo libro e per il suo impegno come attivista ucraino che si batte per un Donbass libero, democratico ed europeo — affrancato dall’influenza del tradizionalismo reazionario, integralista, religioso e comunista della Russia —, Pavlo ha rilasciato intense interviste sui media dal 2022. Tra le più note e significative risalta quella con Avvocatocittadinanza.it insieme all’Avv. Susanna Tosi, dove ha testimoniato il suo percorso esemplare di integrazione.
Un Attivismo Trasversale e Senza Compromessi
L’impegno di Pavlo Polyev sulla scena pubblica e sociale è sterminato, radicato nel volontariato e nella difesa dei diritti a 360 gradi:
Volontariato con gli animali: Un percorso di sensibilità iniziato nel 2017 a Salerno e portato avanti con dedizione fino al 2021.
Diritti Lavorativi e Sindacato: Ben 4 anni di impegno con la UIL, compreso un breve ed efficace mandato sindacale all’interno di una fabbrica, al fianco dei lavoratori.
Lotta Proibizionista e Libere Idee: Attivo con Meglio Legale per la legalizzazione della cannabis; nel 2024 contesta pubblicamente il Senatore Maurizio Gasparri, dal quale viene querelato nel 2025 in seguito a un commento social contro il proibizionismo.
Cittadinanza e Politica Giovanile: Impegnato per 2 anni nei Giovani Democratici (GD) e nel PD, è stato attivista del movimento Italiani Senza Cittadinanza, battendosi in prima linea per il referendum sulla cittadinanza.
Istituzioni e Formazione: Socio e diplomato presso la scuola di formazione politica trentina Codice Sorgente, con tanto di attestato di formazione sulla politica locale, comunale, istituzionale ed europea del Trentino-Alto Adige.
Passato Politico: Un’esperienza d’archivio di 3 anni nel centrodestra tra Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale, realtà da cui si è poi allontanato e sulla quale ha testimoniato apertamente ai microfoni di Fanpage, raccontando episodi e retroscena vissuti dall’interno.
Diritti LGBTQ+ e il Coraggio del Dialogo: Già attivista per due anni in Arcigay, sceglie di proseguire la sua battaglia nell’associazione Certi Diritti.
Una decisione matura e sofferta, dovuta alle tensioni e alla linea intransigente emersa durante alcuni Pride da parte di cortei Pro-PAL, che lo avevano attaccato per la sua posizione trasversale volta al dialogo costruttivo tra le comunità palestinese ed ebraica.
Forte delle sue lontane origini ebraiche, sulla causa israelo-palestinese Pavlo si è schierato con fermezza e identità per il riconoscimento della guerra ma rifiutando la narrazione del genocidio, mantenendo posizioni filo-israeliane e aperte al confronto pacifico.
L’Europa del Futuro: Il 9 Maggio Europeista e Federalista
Tra le intuizioni più brillanti e visionarie di Pavlo, rilanciata anche all’interno del suo libro, c’è la proposta promossa insieme ai Giovani Federalisti Europei (GFE): l’istituzione di un 9 Maggio alternativo, europeista e atlantista.
In netta e netta contrapposizione con il 9 maggio russo (la parata della vittoria utilizzata dalla propaganda del Cremlino), Pavlo propone di trasformare la Giornata dell’Europa in una vera e propria data rossa di festa sul calendario, festiva e unitaria per tutti i 27 Stati membri e per tutti i Paesi candidati ad aderire all’Unione. Una festa del patriottismo e del federalismo europeo che si affianchi alle celebrazioni nazionali (come il 2 giugno o il 25 aprile in Italia), colmando una lacuna storica per creare finalmente un sentimento d’identità e unione tra tutti i popoli del continente.
Un Personaggio Televisivo di Cui la TV Nazionale Ha Bisogno
Con le sue molteplici ospitate in programmi televisivi e le frequenti interviste sulle testate web, Pavlo Polyev si è affermato come un volto e una voce fuori dal comune.
La sua forza sta nella capacità rara e preziosa di analizzare il conflitto tra Russia e Ucraina con una chiave di lettura unica, profonda e tridimensionale, resa autorevole dal suo vissuto personale e dalle sue doppie origini.
Pavlo non parla per slogan: parla con la forza della cultura, della sofferenza vissuta sulla pelle della propria famiglia e della passione civile.
È un profilo giovane, preparato e carismatico che i salotti della politica e i grandi talk show della TV nazionale dovrebbero attenzionare e invitare costantemente, per restituire al pubblico una visione lucida, autentica e coraggiosa del nostro tempo e del futuro dell’Europa.










