Di Monica Macchioni

L’Italia e’ il Paese dei due pesi e delle due misure. Da sempre. A volte mi stupisco di stupirmi. La cosa simpatica e’ che fatti simili si ripresentano a distanza di anni, a volte di decenni: per cose identiche accadono cose diametralmente opposte a seconda dei protagonisti coinvolti.
Insieme ad Andrea Pesciarelli, grande giornalista del tg5, prematuramente scomparso in circostanze tristi e forse mai del tutto chiarite, ebbi l’idea di lavorare alla costruzione di un salotto che potesse mettere insieme energie e sinergie di mondi trasversali e diversi, imprenditori, magistrati, creativi, autori, giornalisti, politici, scrittori, sportivi, enologi. Coinvolgemmo Carlo Spallino (Centonze) e Maria Giovanna Maglie. Fu una esperienza meravigliosa, forse la più bella della mia vita che durò per ben 8 anni, con ricevimenti, cene, feste, brunch domenicali che partivano a mezzogiorno e finivano alle 4 del mattino, sempre aperti a tutti, senza preavviso, sempre la tavola imbandita dei pregiatissimi piatti cucinati da Carlo e sempre vini raffinati e champagne, fino a quando qualcuno non ebbe la geniale idea di sfilarmi da sotto tutto quello che avevamo costruito insieme.
Maria Giovanna all’inizio era molto osteggiata. A fatica riuscimmo a portare a casa un contratto con la Rai per lei come opinionista.
Ricordiamo a tutti che Maria Giovanna anni dopo diede il meglio di sé’ a Mediaset, diventando una voce irriverente e indipendente in moltissimi programmi di attualità.
In quel momento però quando era ospite di Giletti a Domenica In fece l’errore di scrivere per il giornale Libero una cosa giusta e vera sulla Rai parlando del canone, esprimendo una opinione personale ma razionale e argomentata, – si badi bene: non se la prese con nessun programma in onda del servizio pubblico, non se la prese con nessun collega – ma venne immediatamente punita da Lorenza Lei, che allora era al timone della Rai al posto di Giampaolo Rossi e le venne immediatamente revocato il contratto e non la chiamarono più a commentare. Invocando il codice etico Rai. E fu così che Maria Giovanna perse la visibilità e il denaro. In nome di un codice etico che si applica solo sui nemici ma che evidentemente non vale in tempi di amichettismo spinto.
Nessuna voce della politica in quegli anni si levo’ per difendere la libertà di opinione e di stampa, nessun politico innesco’ il comunicatificio a difesa di una grande giornalista. Su Maria Giovanna piombo’ un silenzio assordante.
Credo che questo piccolo aneddoto personale basti come cartina tornasole per rappresentare a che livello siamo arrivati, e dove e’ arrivato il Pd che di fronte agli attacchi del Giornale a Ranucci e a Report tace, complice del sistema. Che siano solo i 5 stelle a sollevare un tema vero di opportunità e di rispetto delle regole e del codice etico Rai la dice davvero molto molto lunga. Tutto il resto e’ Italia. Ai tempi del governo Meloni.