L’amore e le neuroscienze

“ Scusa, mio caro cervello. Sei come un fratello, adesso anche tu levami questo fardello che voglio provare a volare lassù… Mi spiace mio caro intelletto vattene a letto e dormici su, che forse il tuo mondo perfetto non è perfetto come dici tu …”
Brunori Sas (Arrivederci tristezza)

Brunori Sas, cantautore e intellettuale italiano dei giorni nostri, parla dell ’ amore in maniera sublime e poetica, e in questa canzone scrive al cervello mettendolo da parte per volare più in alto. La sede corporea dell ’ amore non è comunemente il cervello, da sempre si fa riferimento al cuore, anzi, spesso, cuore e cervello sono messi in contrapposizione. Il fenomeno dell ’ amore è , fin dalla notte dei tempi, oggetto di speculazione in diversi ambiti del sapere e della vita, in quanto esperienza centrale e trasversale degli esseri umani; da un po ’ di anni, anche le neuroscienze iniziano a soffermarsi, con interesse ed efficacia, sul tema. Nonostante i passi da gigante fatti dalla ricerca neuroscientifica in tutte le aree, parlando dell ’ amore si registra, talvolta, una certa ritrosia ad accogliere il nesso tra ci ò che noi siamo come essere amorosi e i sottesi meccanismi cerebrali. É come se il cuore, in riferimento all’ amore, fosse un tempio sacro ed inviolabile, una certezza da cui non si può prescindere, una verità assoluta ed indiscutibile. I nostri racconti sull’ amore e affini si basano sui battiti del cuore, in aumento o in diminuzione a seconda dell ’ andamento della storia di amore. Poeti, cantautori, scrittori, artisti, sceneggiatori hanno, tendenzialmente, seguito questa scia senza mai controbattere. Il cuore rende tutto più romantico e intenso. Come sarebbe invece parlare di cervello anziché di cuore? Si perde forse un quid di romanticismo e di intensità ? In realtà , secondo le ricerche scientifiche, alla base dell ’ intesa amorosa vi è il cervello, con tanto di aree cerebrali coinvolte e di reazioni chimiche che ne conseguono. Quanto appena detto è tanto fascinoso da meritare interesse e curiosità che ne richiamano il dispiegamento. Cosa succede realmente nel nostro cervello quando ci si innamora? E quando finisce un amore? O quando si tradisce? Una relazione d ’ amore inizia con un ’ attrazione verso u n ’ altra persona, attrazione che risente di meccanismi biologicamente determinati poiché influenzati dal proprio patrimonio genetico, dalle proprie esperienze di vita e dal proprio temperamento. L ’ attrazione, ad esempio, è influenzata fortemente dai feromoni, molecole secrete dalle ghiandole sudoripare che, giunte all’ attenzione del sistema vomero – nasale, arrivano direttamente ad una specifica regione cerebrale, l ’ ipotalamo. Lo step successivo all’ attrazione comprende il corteggiamento e l ’ infatuazione; i n questa precisa fase, il cervello aiuta e consolida scelte tutt’ altro che automatiche, poiché sono, di fatto, azioni fermamente regolate dalla selezione sessuale e dalla​spinta verso il “ successo riproduttivo ” . Anche quando non si ha nessuna intenzione di fare figli, secondo Darwin gli esseri umani, e non solo in verità , sono dotati di una spinta inconsapevole a trasmettere i personali caratteri genetici il più volte possibile. Quando si è spinti verso un partner si attivano, pertanto, aree del cervello che permettono di proiettare i propri geni verso il futuro, sono tendenze innate divenute parte integrante del nostro patrimonio genetico. È questo il periodo in cui non si poggiano i piedi per terra, è il momento in cui ci si sente leggeri e instancabili, v ivi e potenti, fiduciosi e con il cuore che batte come non mai, come se volesse uscire dal petto per correre dall’ altro, da chi fa sentire senza controllo alcuno. Eccitazione e desiderio sono i protagonisti dei singoli attimi che si susseguono nelle giornate, giornate oramai piene, e lontane dall’ idea di monotonia di un tempo passato. La mente sembra vittima di pensieri intrusivi ma non disturbanti, ogni cosa riporta al partner che cattura, irreparabilmente, la propria attenzione. In questo tempo iniziale, cosa sta succedendo, precisamente, nel cervello dei partner di una coppia? L ’ organismo, al solo pensiero dell ’ altro, si attiva nella sua interezza attraverso neurotrasmettitori che mediano l ’ eccitazione, quali specificatamente, l ’ epinefrina, la norepinefrina, la feniletilamina, la dopamina. La feniletilamina, in particolare maniera, svolge un ruolo cruciale perché è una sostanza affine all’ adrenalina che viene sintetizzata e rilasciata dal sistema nervoso centrale in momenti particolarmente piace voli, stimolando, soprattutto, il rilascio di dopamina. Raggiunge il picco durante la fase che segue, ossia l ’ innamoramento. Il corpo produce ingenti quantità di questa sostanza chimica tanto da portare la persona a sentirsi imbattibile. Invero, è la grossa produzione di feniletilamina a far sentire il cuore battere prepotentemente, a non far sentire più fame e sonno e a far arrivare l ’ eccitazione a livelli inenarrabili. Si attiva, in effetti, lo stesso sistema che aziona il corpo dinanzi ad un pericolo. Siamo giunti così
all’ innamoramento vero e proprio, periodo che dura fino a quando non sopravvengono altre tipologie di sostanze chimiche quali l ’ ossitocina, la vasopressina e le endorfine, trasformando il legame d ’ amore, e facendolo approdare ad una magia comunque forte ma differente, più equilibrata e regolata, un vero e proprio amore, un rifugio al sicuro, fino ad arrivare ad un legame di attaccamento. E se questo dovesse non succedere, ed è naturale che possa accadere, si ricomincia con altri partner e con la voglia di cercare novità , capaci di riportare la persona a sentire il brivido del sentirsi su di giri. Quali aree del cervello sono responsabili della produzione dei suddetti neurotrasmettitori, soprattutto della feniletilamina e della dopamina? La risonanza magnetica funzionale ha chiarito tutto questo con precisione e chiarezza, mostrando che, nelle prime fasi di una relazione d ’ amore, si attivano l ’ insula, porzione della corteccia cerebrale situata in profondità tra il lobo temporale e il lobo frontale, l ’ area ventrale tegmentale destra e il corpo striato, detto anche nucleo caudale.
L’ iperattivazione di tali aree cerebrali si accompagna ad un’ ipoattivazione della corteccia prefrontale, area che processa il ragionamento, la progettualità , il giudizio, l ’ inibizione di azioni non utili e funzionali. Non si attiva neppure l ’ amigdala, porzione cerebrale che aiuta a difendersi di fronte ad una minaccia. Se si​ è innamorati non si percepisce, pertanto, pericolo alcuno, è per questo che si ha la sensazione di poter affrontare ogni situazione senza remora. Infine, sono disattivate anche parti della corteccia medio temporale e del cingolato posteriore, aree che si accendono in caso di emozioni negative. É così che si focalizza solo ciò che è piacevole, spegnendo i riflettori sulle naturali problematiche della propria vita. Aumenta, altresì , la dopamina ma diminuisce la produzione di serotonina, neurotrasmettitore che fa sentire la persona in equilibrio. Ma l ’ attrazione che porta all’ innamoramento nasce all’ improvviso e così può spegnersi nello stesso modo, lasciando spazio ad un rapporto di coppia differente, un amore che affonda le radici nell’ impegno e nell’ intimità , ove c ’è sicuramente spazio per la passione, ma in minor misura. L ’ innamoramento è consolidato e il cuore batte meno. L ’ euforia lascia il posto alla sicurezza, alla fiducia di una persona da prender per mano con cui condividere nuove emozioni e nuove sensazioni. Meno elettrizzanti sicuramente ma perfettamente in sintonia con il sentirsi profondamente appagati e piacevolmente al sicuro. La vera sfida così è quella di supportarsi e di camminare insieme, preservando il proprio e l ’ altrui valore, riuscendo ad integrare se stessi nell’ altro, comprendendo, inoltre, che le scelte di condivisione nascono da un cervello che è in perfetto equilibrio in tutte le sue parti, ove nessuna area cerebrale sovrasta le restanti, e ove nessun neurotrasmettitore prende il comando della persona, sequestrandola in qualcosa di estremo e di vitale tuttavia di momentaneo e di finito. Nell’ amore e nell’ attaccamento sicuro, il cervello svolge appieno la sua funzione primaria quella di essere efficace, donando alle persone una vita degna di essere vissuta. Ed è vero equilibrio e regolazione, è pace interiore.

“ Ma non confondere
L’amore e l’innamoramento
Che oramai non è più tempo
E senza perdere il senso dell’orientamento
Quando fuori tira vento
Per due che come noi non si son persi mai
E che se guardi indietro non ci crederai
Perché ci vuole passione …”
Brunori Sas (Per due come noi)

Dott.ssa Rosetta Cappelluccio

Dott.ssa Rosetta Cappelluccio
Psicologa Psicoterapeuta


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