di Don Enzo Bugea Nobile
I Re Magi non arrivano mai di corsa, camminano, cercano, sbagliano strada,si fermano, ripartono e già questo, lasciatemelo dire con franchezza è Vangelo vissuto prima ancora che scritto.
L’Epifania non è una favola con l’oro, l’incenso e la mirra come oggetti esotici buoni per il presepe. È una rivelazione scomoda: Dio non si manifesta a chi resta fermo, ma a chi accetta il rischio del viaggio. I Magi non sono santi da vetrina, sono uomini veri, colti, inquieti, assetati di senso. Gente che non si accontenta delle risposte facili.
Nel Vangelo secondo Matteo leggiamo:
«Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo» (Mt 2,2).
Non dicono: “Sappiamo tutto”. Dicono: “Abbiamo visto… e siamo venuti”. La fede nasce così, da uno sguardo che si accende e da piedi che si muovono. La stella non è una mappa perfetta è una traccia. A volte sembra scomparire, altre volte riappare e qui c’è una verità che non va addolcita, chi cerca davvero Dio passa anche dal buio. I Magi entrano a Gerusalemme, parlano con Erode, incontrano il potere, la paura, la menzogna, eppure non si fermano lì, perché il potere promette sicurezza, ma non dà salvezza.Quando finalmente arrivano, trovano un bambino, non un re armato, non un trono, non una prova di forza. Un bambino con sua madre e allora capiscono Dio non domina, si affida, non impone, chiede spazio…è l’epifania più disarmante di tutte.
«Entrati nella grotta, videro il bambino con Maria sua madre, e prostrandosi lo adorarono» (Mt 2,11).
Si prostrano, non per umiliazione, ma per verità. Perché davanti all’amore fragile, ogni maschera cade.
I doni parlano più delle parole. L’oro: ciò che di più prezioso abbiamo. L’incenso: la preghiera che sale anche quando non capiamo. La mirra: il dolore, la morte, la ferita. I Magi non offrono solo cose. Offrono se stessi e questo è il punto che spesso dimentichiamo: Dio non vuole performance spirituali, vuole umanità consegnata.
Poi tornano a casa per un’altra strada (Mt 2,12). Non è un dettaglio poetico è una svolta esistenziale. Chi incontra davvero Cristo non può tornare identico a prima,cambia strada.,cambia sguardo, cambia priorità. Se tutto resta uguale, allora non è stata Epifania è stato solo folklore.
Oggi abbiamo bisogno di Magi moderni. Uomini e donne che non si vergognano di cercare, di fare domande, di mettersi in cammino anche senza garanzie. Abbiamo bisogno di una fede che cammina, che sbaglia, che riparte, non di una fede imbalsamata.
L’Epifania ci mette davanti a una scelta chiara, restare chiusi nei nostri palazzi interiori come Erode, o uscire nella notte seguendo una stella imperfetta, ma vera. Io non ho dubbi, la stella non inganna mai chi ha il coraggio di seguirla e se oggi ti senti in viaggio, inquieto, stanco, forse sei più vicino a Dio di quanto pensi. Perché Dio, da sempre, si lascia trovare da chi cammina.




















