Di Monica Macchioni

ANDORA (SAVONA) – Dal prossimo 10 agosto il Castello dei Clavesana inaugurerà la propria attività museale ospitando la mostra “Figure di donna. Tesori d’arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi”, curata da Vittorio Sgarbi e da Pietro Di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte, di cui lo stesso Sgarbi è presidente. Un’esposizione che segna l’apertura del nuovo polo culturale andorese, ma che solleva anche diversi interrogativi rispetto al progetto originario che aveva consentito al Comune di ottenere circa 20 milioni di euro di finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Secondo quanto ricostruito, infatti, la mostra comprenderà poco più di trenta opere tra dipinti e sculture appartenenti alla Collezione Cavallini Sgarbi, una porzione estremamente ridotta rispetto al progetto iniziale che prevedeva l’insediamento permanente dell’intera raccolta nel Castello dei Clavesana. Un’idea che sarebbe nata dall’ex manager di Vittorio Sgarbi, Sauro Moretti, in collaborazione con il sindaco di Andora, Mauro De Michelis, e che aveva rappresentato uno degli elementi qualificanti della candidatura finanziata con fondi PNRR destinati al recupero e alla valorizzazione di beni culturali.

Contattato telefonicamente, Sauro Moretti non ha smentito di essere stato l’ideatore del progetto originario che ha consentito al Comune di ottenere le risorse necessarie per il recupero dello storico castello, ma ha preferito non commentare l’attuale allestimento né la mostra che sarà inaugurata ad agosto.

A mio parere, quanto verrà presentato ad Andora appare profondamente diverso rispetto all’idea iniziale sulla quale era stato costruito il progetto culturale. Il riconoscimento ottenuto dal Ministero della Cultura riguardava infatti il valore dell’intera Collezione Cavallini Sgarbi, mentre oggi il pubblico potrà vedere soltanto una piccola selezione dedicata alla figura femminile. Da qui nasce una prima domanda: è questo il progetto culturale di grande respiro che aveva giustificato un investimento pubblico così rilevante?

Un ulteriore elemento riguarda la genesi stessa dell’iniziativa. Il progetto sarebbe stato sviluppato dal Comune di Andora con la collaborazione di Sauro Moretti facendo riferimento esclusivamente alla figura di Vittorio Sgarbi, allora presidente della Fondazione Cavallini Sgarbi. Secondo quanto emerso successivamente, la Fondazione nel suo complesso non avrebbe preso parte alle riunioni preparatorie né sarebbe stata informata del bando. Circostanza che, come ricordato pubblicamente dallo stesso Vittorio Sgarbi durante una conferenza stampa, avrebbe riguardato anche altri componenti della Fondazione, tra cui Elisabetta Sgarbi e Sabrina Colle.

Nel frattempo, il futuro della gran parte della Collezione Cavallini Sgarbi sembra aver preso un’altra direzione. Escluso il nucleo di opere destinate alla mostra di Andora, il resto della raccolta sarà infatti trasferito al Castello Estense di Ferrara, dove rimarrà fino al 2030 in base a una delibera già approvata dal Consiglio comunale della città emiliana. Una scelta che, secondo questa ricostruzione, lascia ad Andora soltanto una minima parte della collezione originariamente immaginata come esposizione permanente.

Resta quindi aperta una questione che riguarda non soltanto la destinazione delle opere, ma anche la coerenza tra il progetto presentato per ottenere i finanziamenti pubblici e quello che oggi viene concretamente realizzato. Un tema destinato probabilmente ad alimentare il dibattito nelle prossime settimane, mentre il Castello dei Clavesana si prepara ad aprire le proprie porte ai visitatori.