Di Monica Macchioni
Roma, 27 ottobre 2026 – Si è concluso oggi, presso l’Auditorium “Biagio D’Alba” del Ministero della Salute, il convegno dedicato alle infezioni correlate all’assistenza (ICA), una delle principali criticità dei sistemi sanitari moderni.
L’incontro ha riunito istituzioni, esperti di igiene e sanità pubblica, professionisti clinici e rappresentanti del mondo accademico, con l’obiettivo di delineare strategie concrete per il contrasto di un fenomeno internazionale che in Italia registra numeri ancora più allarmanti.
Secondo i dati presentati, nel nostro Paese si stimano circa 500.000 ICA all’anno, con un terzo dei casi sostenuto da agenti biologici resistenti agli antibiotici.
L’Italia mantiene il primato europeo per incidenza e mortalità da microrganismi antibiotico‑resistenti, con 11.000 decessi annui, pari a un terzo del totale europeo.
La prevalenza delle ICA nei reparti per acuti si attesta al 6–8%, mentre nelle terapie intensive raggiunge punte del 20%. L’impatto economico sul SSN è stimato in 783 milioni di euro l’anno.
Nel corso delle tre sessioni, i relatori hanno evidenziato come una gran parte delle ICA sia prevenibile attraverso misure rigorose per evitare l’infezione, nonché mediante attività di controllo, sorveglianza e corretta gestione della terapia antibiotica.
È stata sottolineata la necessità di un approccio “One Health”, che integri salute umana, animale e ambientale, e l’urgenza di rafforzare la cultura della prevenzione tra operatori sanitari e cittadini.
Per quanto concerne alcune innovazioni tecnologiche che possono contribuire ad una significativa riduzione delle ICA, considerando che le stesse sono indicate dal Legislatore quando sia evidenziato il loro profilo tecnico – scientifico di tutela della salute, sono state poste bene in risalto negli interventi, nelle discussioni e nei temi trattati nel Convegno.
A seguire si illustrano alcune degne di nota.
La divisa che indossa l’operatore sanitario è ora disponibile come DPI riutilizzabile, consente numerosi lavaggi conservando le peculiari proprietà di protezione, ha caratteristiche antibatteriche ed antivirali estremamente interessanti, verificate in conformità a norme tecniche europee ed internazionali.
Tali divise sono anche caratterizzate da particolari condizioni di confort per lo svolgimento delle attività più delicate nelle aree critiche ospedaliere, garantendo una significativa funzione di barriera bidirezionale per le infezioni ed offrendo in tal modo una rilevante tutela al soggetto ricoverato in tale aree ed allo stesso operatore, come altresì indicato nel documento di indirizzo tecnico – normativo dell’INAIL inerente le misure di sicurezza per le infezioni da adottare proprio nelle are critiche sanitarie.
Metodologie avanzate che consentono una disinfezione per aerosolizzazione, negli ambienti sanitari confinati, atte a consentire un’appropriata attività microbicida su tutte le superfici comprese quelle di apparecchiature, dispositivi, arredi etc, selezionate ed attuate in quanto dimostrano efficacia in base alle norme tecniche europee di riferimento, possono attualmente essere espletate in presenza anche dei soggetti ospitati in qualsiasi area ospedaliera, quali le stesse aree critiche.
Infatti, si possono impiegare formulazioni da aerosolizzare che non costituiscono una tossicità di esposizione come ad es. l’acido ipocloroso.
Particolare attenzione è stata dedicata alle metodologie che possono contribuire a ridurre l’uso di prodotti chimici e migliorare la sicurezza degli ambienti ospedalieri e socio‑assistenziali.
In questo quadro sono stati richiamati esempi di realtà che, nel settore dei servizi di pulizia, stanno adottando soluzioni coerenti con le indicazioni tecnico‑scientifiche discusse durante il convegno.
Fra queste esperienze rientra l’impiego per la deter–disinfezione delle superfici dell’acqua ozonizzata prodotta in situ, riconosciuta a livello europeo come principio attivo per la disinfezione delle superfici e citata anche da INAIL e ANMDO tra le soluzioni utili per l’igiene ambientale, purché le proprietà di disinfezione siano verificate secondo le norme tecniche europee, ai sensi della vigente legislazione, considerando inoltre che tale impiego non comporta un’esposizione ad ozono come concentrazione in aria.
L’adozione di sistemi basati su acqua ozonizzata – come quelli utilizzati da alcune cooperative sociali multiservizi che operano anche in contesti socio‑assistenziali con persone fragili – mostra come innovazione tecnologica, riduzione della chimica e inclusione lavorativa possano procedere insieme, contribuendo sia ad adeguate condizioni igienico – ambientali sia alla sostenibilità dei servizi.
Tecnologie innovative che consentano accessi vascolari protetti dimostrano che può essere una concreta realtà, dimostrata da appositi studi in ambito internazionale, realizzare un’importante riduzione delle infezioni nell’esecuzione dei suddetti accessi.
In tale contesto si è evidenziato come si possa conseguire questo risultato adottando dispositivi prodotti mediante le attuali tecnologie specialistiche del settore, seguendo in contemporanea gli indirizzi e le Raccomandazioni pubblicate dal Gruppo Aperto di Studio GAVeCeLT che coinvolge in tutta Italia numerosi esperti di tale ambito disciplinare.
Il tema della contaminazione dell’impianto idrico ospedaliero e la presenza nell’aria degli ambienti confinati di agenti infettivi sono stati ulteriori argomenti discussi di meritevole considerazione.
Al momento attuali nuove tecnologie consentono, impiegando appositi avanzati monitoraggi, risultati duraturi anche nel lungo periodo più che soddisfacenti e facilmente realizzabili, evitando costosi interventi strutturali che richiedono anche lunghi tempi di attesa comportando così il perdurare di condizioni di esposizione e la possibile manifestazione della patologia infettiva.
Molto interessanti anche gli aspetti del trasporto in biocontenimento effettuato dall’aeronautica militare e dalla CRI, più che indispensabile nei casi di patologie infettive severe ed in situazioni di epidemia/pandemia.
L’ottimizzazione delle necessarie caratteristiche tecnico – funzionali grazie al l’avanzamento delle conoscenze ed all’attuale offerta tecnologica consente oggi la realizzazione di un biocontenimento estremamente garante per la tutela della salute di operatori e soggetti destinatari.
Una particolare attenzione ha suscitato l’ormai irrinunciabile necessità di formulare da parte delle centrali d’acquisto delle Regioni e di altri soggetti capitolati di gara adeguati che considerino le innovazioni tecnologiche e la vigente legislazione di tutela della salute nei vari comparti.
Gli stessi dovranno inoltre comprendere nella loro estensione tutte le specifiche tecniche indispensabili per la realizzazione di tutte le misure di sicurezza che possono ridurre le infezioni.
Capitolati specializzati dovranno anche comprendere le attività dei servizi di pulizia e disinfezione che svolgono un importante ruolo nelle strutture sanitarie – ospedaliere ed in quelle socio–assistenziali.
Ampio spazio è stato dedicato alla personalizzazione della terapia antibiotica, con la presentazione dell’opera “Le basi scientifiche della terapia antibiotica: compendio su principi e variabili che governano l’efficacia della terapia antibiotica”, che intende supportare i clinici nella scelta terapeutica più appropriata.
I rappresentanti delle principali società scientifiche (SItI, SIMPIOS, IZS) hanno sottolineato in modo incisivo come l’impegno comune nel rafforzare programmi di prevenzione, formazione e monitoraggio, mediante una costante e risoluta azione coordinata tra istituzioni, professionisti e strutture sanitarie può invertire la tendenza di quella che è stata definita una “pandemia silente”.
In chiusura sono state illustrate in modo esaustivo le responsabilità del management sanitario e delle imprese appaltatrici considerando il punto di vista della Procura della Repubblica e la giurisprudenza di settore dedicando particolare attenzione alle ultime sentenze della Suprema Corte di Cassazione centrate sul tema di base del Congresso.
Punto di riferimento sull’argomento, Nel è stato presentato il volume “Le basi scientifiche della terapia antibiotica” di Francesca De Plato e Francesco Scaglione (Male Edizioni di Monica Macchioni, 2026).













