Di Monica Macchioni
“Il progresso tecnologico non deve essere vissuto come una
minaccia, ma come un’opportunità di riscatto e di sviluppo, a patto che l’uomo rimanga sempre al centro del sistema produttivo.
Questo è il messaggio che come Cristiano Riformisti lanciamo in un convegno che abbiamo organizzato nelle Marche.
Il lavoro non è una variabile economica, ma lo strumento sacro attraverso cui l’uomo realizza se stesso, esprime la propria creatività e partecipa attivamente alla crescita della
società.
In questo secolo l’impresa non deve aver timore della rivoluzione digitale o dell’Intelligenza Artificiale.
La tecnologia per quanto avanzata, resta un prodotto dell’ingegno umano e come tale va governata.
La chiave per affrontare le sfide del XXI secolo, risiede in un approccio etico e lungimirante: l’I.A. se utilizzata in modo razionale e guidata da uno spirito di ferrea salvaguardia della dignità e della persona umana, smette di essere uno spauracchio di sostituzione sociale per trasformarsi in una straordinaria arma di collaborazione.
Come Movimento sostiamo che un’integrazione coscienziosa delle nuove tecnologie possa sollevare i lavoratori dalle mansioni più logoranti e ripetitivi, potenziando al contempo
la produttività complessiva delle aziende e la competitività del sistema Paese.
Non c’è vera innovazione senza etica , conclude il presidente regionale del Movimento dei Cristiano Riformisti delle Marche, Andrea Calvaresi.
“Esortiamo il tessuto imprenditoriale delle Marche, a investire nell’I.A. con coraggio e senza pregiudizi, ma con la consapevolezza che il capitale umano resti il patrimonio più prezioso e insostituibile di ogni azienda.
L’algoritmo deve ottimizzare il lavoro, mai umiliarlo e privarlo del suo significato più
profondo”.










