di Ing. prof. Giuseppe Barba
Esperto in sicurezza sui luoghi di lavoro

L’altro giorno, mentre scorrevo tra meme, gatti e consigli improbabili su Instagram, mi sono imbattuto in un video che mi ha fatto ridere… e riflettere. Il titolo era già tutto un programma: “Ecco com’erano i ponteggi 50 anni fa e di sicurezza c’era ben poco. E c’è chi si lamenta dei ponteggi di oggi.”

Immaginate la scena: assi traballanti, pali di legno incastrati alla buona, zero parapetti, zero fermapiedi. Gli operai sembravano più funamboli che muratori. Cinquant’anni fa la sicurezza era una parola elegante… ma spesso ignorata.

Oggi molti si lamentano dei ponteggi moderni: “troppo rigidi”, “troppo costosi”, “troppo burocratici”. Eppure, se potessero fare un salto nel passato, probabilmente canterebbero inni di gloria al “Pontifex Minimum”: il ponteggio minimo, quello che reggeva solo la tua anima e non certo le leggi della fisica. Non confondetelo con il Pontifex Maximum: qui si parla di fede, sì… ma quella cieca nella buona sorte.

Negli anni ’70 i correnti di guardia erano un’eccezione, i fermapiedi un optional e i controlli tecnici una fantasia. La filosofia era semplice: “Se resto in piedi, è andata bene.” Oggi invece ci sono normative precise, controlli, formazione, dispositivi di protezione individuale e manuali dettagliati. Sarà pure noioso, ma funziona: salva vite.

E qui sta il punto. La sicurezza non è un fastidio. È cultura, responsabilità e rispetto per sé stessi e per chi lavora al nostro fianco. Il “Pontifex Minimum” fa sorridere, ma ci ricorda che anche la minima protezione può fare la differenza tra tornare a casa o no.

Possiamo ridere guardando quei vecchi video e chiederci: “Ma chi ci stava sopra a quei ponteggi?” Poi però basta guardare un cantiere di oggi — con parapetti, DPI e procedure rigorose — per capire che quella che molti chiamano burocrazia è, in realtà, poesia strutturale: una coreografia di sicurezza che salva vite.

Il passato ci fa sorridere per la sua incoscienza. Il presente ci protegge con regole e buon senso. E il futuro? Ci ricorda di non abbassare mai la guardia. Perché una caduta non fa sconti né distinzioni.

La prossima volta che vi lamentate dei controlli o delle norme, fermatevi un attimo. Guardatevi intorno. Respirate. E ringraziate chi ha trasformato la sicurezza da avventura spericolata a scienza esatta.

Cinquant’anni fa erano ponteggi.
Oggi sono ponti verso la vita.
E questo, davvero, non ha prezzo.