Sellerio in mostra a Trieste: successo all’Alinari Image Museum

Inaugurata all’Alinari Image Museum la mostra “Fermo Immagine” fotografie di Enzo Sellerio, dedicata al grande fotografo siciliano, fondatore dell’omonima casa editrice.

L’esposizione si potrà visitare dal 4 novembre 2016 al 5 febbraio 2017 negli spazi di AIM al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto ed è organizzata e prodotta dalla Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia, con il patrocinio della Prefettura di Trieste e del Comune di Trieste.

Nel suo nuovo museo dell’immagine, Alinari presenta una mostra dal titolo emblematico, “Fermo Immagine”, con una cinquantina di fotografie tra le 150 selezionate dallo stesso fotografo nel 2008, e una multimediale con 100 immagini, a video o proiettate, esposte seguendo il percorso immaginato insieme ai figli di Enzo Sellerio, Olivia e Antonio. Oltre alle immagini, sono presentati materiali utili a conoscere meglio la figura di Enzo Sellerio, tra cui le riviste più famose dove sono state pubblicate le sue fotografie.

Racconta Olivia Sellerio, figlia del fotografo, giunta a Trieste assieme al fratello Antonio per l’inaugurazione: “In principio, ammetto di aver accolto con qualche perplessità, oltre che con curiosità, l’idea di questa mostra. Un’esposizione che si anima proiettandosi nel multimediale appariva una scelta se non altro rischiosa per noi che abbiamo “sangue d’inchiostro e cuore di carta”. Oggi abbiamo trovato un lavoro fatto con grande garbo. Credo che mio padre ne sarebbe felice, come da qualche parte, mi piace pensare, lo sarà”.

E’ la seconda mostra proposta al museo dell’immagine Alinari di Trieste, inaugurato il 1 ottobre, la prima grande monografica dedicata ai maestri della fotografia: “Di questa mostra ne avevo parlato con Enzo Sellerio nel 2007 quando l’avevamo realizzata per Palermo, Firenze e Milano – racconta Claudio de Polo, presidente Fratelli Alinari Fondazione per la storia della Fotografia -. Allora gli avevo anticipato il progetto di questo museo dell’immagine e che non ci sarebbe stato niente di meglio che “Fermo Immagine” per inaugurarlo. A lui l’idea era piaciuta. Non è qui oggi, ma con grande nostalgia lo ricordo assieme ai figli Antonio e Olivia che ci hanno raggiunto”.

Sellerio fotografa l’anima delle persone. E lo fa con grande rispetto e una grandissima discrezione, doti, oggi, non molto comuni – nota Giorgio Rossi, Assessore alla Cultura del Comune di Trieste -. Nelle sue foto ci sono persone umili, persone povere, persone di un’epoca, quella degli anni ’50 -’60 in cui l’Italia stava percorrendo una lunga strada per uscire dai disastri della guerra”.

Il lavoro fotografico di Enzo Sellerio emerge tra le voci dei fotografi italiani della seconda metà del Novecento che hanno imposto a livello mondiale l’indagine sociale territoriale italiana attraverso il reportage, anche “minimalista” come da Sellerio stesso definito e a cui si è dedicato per tutta la vita.

Attraverso l’apparecchio fotografico, da lui stesso definito il più bel giocattolo del mondo, Sellerio trasmette il canto compiuto di una Sicilia non ancora travolta dalla globalizzazione del costume e del pensiero, un racconto di cinquant’anni attraverso fotografie bellissime.

La fotografia fissa l’emozione che ferma il tempo e diventa una “ …fotografia unica, momento di irripetibile equilibrio tra forma e contenuto…”, come Leonardo Sciascia definì lo specifico creativo di Sellerio (L.Sciascia, 1969).

Il reportage neorealista del dopoguerra si stempera nelle sue fotografie e si trasforma in una scelta figurativa aulica, dove la fotografia si fa “racconto”, comunicazione emozionale e scelta estetica che esprime l’umano esistere.

Come ha ben evidenziato Carlo Bertelli, in uno dei contributi che introducono il catalogo della mostra, “Sellerio è stato soprattutto fotografo di situazioni, fantasioso scopritore di occasioni di racconto che coinvolgono sempre uomini e donne. E bambini. La spontaneità dei bambini, come la consapevolezza adulta dei piccoli lavoratori sfruttati, sono temi su cui l’impronta di Sellerio è indelebile.

Ma Sellerio non è stato solo questo. È stato anche un narratore ricco di humorche invita a cogliere la stranezza surreale di certe occasioni. Mai chiedendo ai personaggi di recitare, bensì cogliendoli di sorpresa nella loro naturalezza. Anche i muri recitano per lui. Lo fanno con le scritte che li ricoprono e di cui le immagini di Sellerio mettono in luce l’assurdità rispetto al contesto. Sono voci dei palazzi del potere, ma più spesso voci plebee, come in un moderno Pitré, il grande antropologo siciliano dell’Ottocento cui i Siciliani sono debitori per aver raccolto le loro espressioni autentiche”.

Le fotografie di Sellerio sono un momento straordinario per la storia della fotografia italiana. Ogni foto potrebbe in effetti essere la sintesi di un libro scritto magicamente e colto da Enzo Sellerio. Sia per chi ha vissuto quei tempi e sia per chi li ha conosciuti a posteriori – nota Claudio de Polo Saibanti, presidente Fratelli Alinari -. Oggi la fotografia lascia la sua dimensione cartacea analogica e diventa immagine: rispettandola e rispettando il suo messaggio, per la prima volta viene presentata in immagine digitale e questo è l’inizio di un percorso conoscitivo e didattico ricco di contenuti, profondità ed elementi educativi. Sono felice che AIM, a distanza di un mese dall’apertura, inauguri la sua prima grande mostra monografica con Enzo Sellerio, cui mi unisce il ricordo di grandi affinità”.

Accompagna la mostra il catalogo con testi di Giovanni Puglisi, Carlo Bertelli, Monica Maffioli e Adriano Sofri di 192 pagine e 161 fotografie. È un’edizione della Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia, prezzo di copertina 40€, prezzo speciale in mostra 35€.

Sellerio all'Alinari Image Museum- Trieste

Summary
le immagini del celebre fotografo in mostra a Trieste