Recovery Fund. Ne parliamo con il Dott. Raffaele Sirica

Un piano per far ripartire tutte le economie europee, in crisi a causa della pandemia, il Recovery Fund, o Next Generation EU, come lo chiama la Commissione Europea, è lo strumento finanziario garantito dal Bilancio UE tramite il quale vengono emessi I Recovery Bond, titoli di debito comune dei vari stati, i quali serviranno a sostenere e finanziare progetti e riforme strutturali stabilite da riforme e investimenti dei 27 stati membri UE.

La somma stabilita è di 750 miliardi di trasferimenti a fondo perduto (grants), e 360 miliardi di prestiti (loans) divisi in base alle diverse necessità degli Stati più colpitis dal Coronavirus.

Per questo piano sono la Spagna e l’Italia i maggiori beneficiari. Approvato dopo quattro giorni di negoziato dal Consiglio Europeo, lo possiamo definire come un secondo “Piano Marshall”,

Questa pandemia la definirei simile alla Guerra che ha causato la morte di vite umane, ma anche ingenti danni economici, mettendo in ginocchio intere nazioni.

Gli obiettivi di questo Recovery Fund quindi, verteranno sulla crescita potenziale, sulla creazione di nuovi posti di lavoro e sulla capacità da parte dei diversi stati di reagire sul punto di vista economico e sociale.

Come tutti i piani vediamo quali sono le missioni del Recovery Fund:

  • digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;
  • rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  • istruzione e ricerca;
  • inclusione e coesione;
  • salute.

L’Italia conterà su 65,456 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto: il 70% delle allocazioni delle risorse, cioè 44,724 miliardi, è riferito agli impegni per progetti 2021-2022, il resto, cioè 20,732 miliardi, è riferito agli impegni relativi al 2023. Nel complesso la “quota” italiana è di circa 209 miliardi ripartiti in 81,4 miliardi in sussidi e 127,4 miliardi in prestiti. Il resto dei sussidi saranno canalizzati attraverso altri “pilastri” dell’operazione anticrisi tra cui React Eu, sviluppo rurale, Just transition fund.

Come si fa ad accedere ai fondi? Gli stati membri dovranno presentare i Recovery Plan alla Commissione Europea entro il 21 aprile 2021, con possibilità di discuterlo fino a giugno. Le condizioni che dovranno essere rispettare verranno stabilite durante l’approvazione dei piani, se non dovessero essere rispettati, l’erogazione dei fondi può essere sospesa o bloccata.

L’erogazione delle sovvenzioni è concentrata nel periodo periodo 2021-2023, i prestiti dovrebbero essere erogati entro il 2026.

Dott. Raffaele Sirica

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