La tonnara Langhione di Maierato

Costituita da un complesso di reti ancorate in mare mediante l’ausilio di barche era posta a tre chilometri dalla foce del fiume Angitola. Per la politica maieratana dell’ultimo decennio del XIX secolo, se da un lato la tonnara rappresentava un ben economico di primaria importanza; dall’altro lato non era in grado di gestire tale processo economico, per mancanza di cultura marinaresca, ma anche perché sfuggiva ai controlli diretti da parte degli amministratori. Nella tornata consiliare del 21 febbraio 1896, la delibera riporta la necessità di dare in fitto la tonnara al signor Giulio Magnani Ricotti, che nelle vicinanze gestiva anche un’altra tonnara. Ma, alla tonnara, era interessato anche il Marchese Francesco Gagliardi che aveva ottimi rapporti con la cittadinanza maieratana, quanto con il gruppo di governo locale, ma questi, nell’occasione, non avanzò nessuna proposta e, pertanto, l’assegnazione fu data al Ricotti e, nel 1896 l’Amministrazione comunale, partecipò alla inaugurazione della tonnara che, pur rimanendo di proprietà comunale era stata data in concessione al Cav. Giulio Magnani Ricotti. A partire dal febbraio 1916, la tonnara la leggiamo, nelle delibere comunali, di proprietà del Signor Gagliardi Marchese Francesco “già concessionario da diversi anni”. Sarà un continuo processo di passaggi tra nobili gestori delle tonnare del tirreno e le amministrazioni territoriali. Della tonnara Langhione di Maierato se ne occuperà persino la stampa britannica.

Tonnare calabresi
(particolare da Atti della Commissione reale per le tonnare, Roma)
 Tipografia Eredi Botta, 1889, Tav. III

Ricadenti nel comune di Maierato, le tonnare Langhione (alla foce dell’Angitola) e Mezzapraia superarono più volte i 1.000 quintali di pescato, nel 1901 a Langhione furono quasi 2.000. Ai primi del 900 a gestirla è il livornese Giulio Magnani Ricotti ma la proprietà rivendicata dal Comune da spesso motivo di contenziosi amministrativi. “Relazione … 1901”, p. 199. Destinata al Comune nel 1847 da Ferdinando II di Borbone per incamerarne il profitto, la tonnara di Langhione nel 1896 è concessa al cav. Giulio Magnani Ricotti con un contratto di 12 anni (6 obbligatori e 6 facoltativi per 1.000 e poi 1.500 lire annue); in questa annata pesca 525 q di tonno venduto in media a 50 lire a q; vi lavorano un impiegato e 22 operai e sono utilizzati 9 galleggianti, “Relazione … 1896”. Nel 1907, la proprietà della tonnara è ancora una volta in contestazione, cfr. “Relazione … 1907”. Già confermato dai decreti prefettizi del 1896 e 1921, il possesso esclusivo di Langhione a favore del comune di Maierato è revocato poi nel 1931. Cfr. «Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia», n. 224, 28 settembre 1931, p. 47. Nella sua lunghissima storia di pesca tonniera, l’area del vibonese ha sempre “lavorato” il prodotto, garantendo una discreta diffusione territoriale del pesce fresco, e  radicato una tradizionale manifattura artigianale della conservazione, prima con la salatura e poi col sott’olio oggi tra le migliori al mondo.
La tonnara era in gestione del Governo di Rocca Nichefori, poi Rocca Angitola per concessione di Federico II nel 1225.


Prof. Pino Cinquegrana
Antropologo

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