LA CRISI DEL DEBITO

Perché la “crisi del debito” argentina è rilevante per l’Europa

La battaglia sul debito Argentino continua senza soluzione di continuità dal 2001, momento in cui il Paese del Rio de la Plata stabilì un nuovo record dichiarando default per 80 mila miliardi di dollari, la più grande bancarotta della storia. Nel 2004 il Governo dell’allora Presidente Nestor Kirchner, marito dell’attuale Presidente Cristina Kirchner, propose ai creditori il pagamento parziale del debito argentino. Di fronte alla concreta possibilità di non ottenere nulla circa il 93% dei creditori optò per accettare quello che in gergo viene definito “haircut”. Una minoranza, il 7%, mantenne in essere la richiesta per la restituzione del 100% (più interessi) della somma dovuta. Da questa distinzione sono nati una serie di effetti che, propagandosi, sono serviti, da un lato, a fornire al Presidente Argentino Cristina Kirchner un efficace strumento politico per proseguire nelle sue campagne populistiche contro i “poteri imperialisti” e, dall’altro, a incrinare la superficie su cui si poggia il dinamico equilibrio dei bond markets per i Paesi in crisi.

La decisione del giudice Griesa di NY di far pagare il totale del debito dovuto (1.33 bilioni di dollari) a favore degli holdouts, ovvero i creditori che non avevano accettato l’offerta, ha drasticamente cambiato le prospettive per negoziazioni di questo tipo. Difatti, la decisione di Griesa di giudicare illegali e conseguentemente di bloccare ogni tipo di pagamento transitante negli Stati Uniti (luogo in cui i bond argentini sono stati emessi) fino all’estinzione del debito. Una decisione del genere non poteva che produrre un default tecnico.

Senza entrare nel merito di quelle che sono state le disastrose decisioni economiche argentine nel periodo dei Kirchner, prese all’insegna del populismo e non dirette ad una crescita sana e robusta, questa decisione apre concretamente le porte all’impossibilità di concludere negoziazioni per la ristrutturazione del debito in quanto, in un estremo, nessun creditore vorrà volontariamente ridurre il proprio credito esigibile qualora vi sia la possibilità legale di ottenerne il pagamento per intero. Per questa ragione, questa decisione è pericolosa anche per il sistema Europeo dove la sopravvivenza economica di alcuni paesi (tra tutti, Grecia e Portogallo) può dipendere dal successo o meno di un “haircut”. Con quanto sta accadendo in questi mesi negli USA, la la certezza di un successo in un piano del genere non è più scontata, nemmeno con il supporto della BCE.

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