Genitori: i custodi dei bambini

In ogni cultura i genitori hanno il ruolo sacro di custodi. Custodi dell’intera umanità che si creerà attraverso l’opera dei loro bambini.

“I genitori non sono i costruttori del bambino, ma i suoi custodi. Essi devono proteggerlo e curarlo in un senso profondo, come chi assume una missione sacra, che supera gli interessi e i concetti della vita esteriore. I genitori sono custodi super-naturali, come gli angeli custodi di cui parla la religione, che dipendono unicamente e direttamente dal cielo, più forti di qualsiasi autorità umana e uniti al bambino da legami indissolubili anche se invisibili. “


Maria Montessori “il segreto dell’infanzia”

Ma cosa significa essere i custodi?

Significa vedere e percepire l’anima del bambino, la sua essenza ed aiutarla a sbocciare.

L’invito dell’Universo ad essere custodi è l’invito ad essere aperti al nuovo, in attesa di “vedere” e accogliere davvero l’anima del bambino e di accompagnarla nel nuovo mondo con solide radici e grandi ali.

Bisogna guardare i nostri bambini con amore, comprensione ed estrema gratitudine per la capacità di donarsi, di affidarsi a noi completamente e lasciarsi osservare nella sua essenza più profonda. E con estrema meraviglia e cautela avvicinarci al loro fianco.

“Non dobbiamo considerarci nè come creatori dei bambini nè come modelli per loro da imitare, ma solo come aiutanti e sempre pronti a confortare queste piccole anime, che pazientemente lottano per dirigersi verso la Luce.” E ancora “ per poter essere umili e pazienti occorre però un notevole training su di sè: bisogna trasformare l’orgoglio che ci fa ritenere infallibili e la frettolosità che ci impedisce di dare il giusto valore alle cose. Occorre, invece della parola, imparare il silenzio e mettersi all’ascolto.”

Per fare questo occorre fare un passo indietro e comprendere che nulla viene dall’esterno, ma sta già tutto all’interno. Il nostro compito non è quello di riempire un vaso vuoto, ma quello di tirare fuori ciò che giace silente all’interno dell’animo bambino. Mai dunque sostituirsi al bambino, ma aiutarlo a fare da sè. Mai tentare di renderlo simile a noi, ma imparare da lui un nuovo modo di essere e di vedere il mondo.

“Il nostro ruolo è simile a quello del giardiniere che prepara il terreno, cioè l’ambiente adatto in cui la pianta possa crescere e germogliare, lo concima, lo libera dalle erbe infestanti affinché la pianticella possa crescere libera, e poi la cura ogni giorno, la annaffia, la ripara dalle intemperie ma la affida anche al cielo, al sole e alla pioggia e infine gode e ringrazia il Creatore quando assiste al miracolo del suo sbocciare alla vita.”

Emilia Prisco
Giornalista

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