L’ARTE DI MOLTIPLICARE I PESCI

A Pietrasanta per incontrare la sacerdotessa dell’arte contemporanea, e scoprire che, specie in tempi di crisi, l’arte e la bellezza ci salveranno. Foto di Christian Ciardella

Quando le chiediamo se si sente figlia d’arte (il padre Angelo aveva una delle prime gallerie di Forte dei Marmi, aperta nel 1968 ndr), si intenerisce, ma spiega subito la differenza tra il mercante e il gallerista:

“il mercante è colui che compra e rivende, cerca di capire cosa chiede il mercato, va a caccia di occasioni da prendere e da offrire, poi, principalmente vende a chi vuole anche investire.

Il gallerista invece è chi individua un’artista e tramite le sue opere,  crea una storia, una lunga storia d’amore. Sì, d’amore perchè lei sceglie la anche la persona oltre che la personalità e ama ricordare che -mettersi in galleria un nuovo artista è come mettersi una persona in casa-. Ci vuole stima, rispetto e un pò d’amore. Mio padre era un grande mercante.”

Susanna Orlando, fiorentina, con gallerie a Forte dei Marmi e Pietrasanta, sa dove mettere i puntini. A partire dai chiodi. “È così importante che il quadro viva una sua dimensione nello spazio in cui è inserito, per cui molte volte sono io stessa che mi reco a casa dei clienti della galleria per collocare le opere nel modo giusto al fine  darle la vita e il respiro che si meritano”.

La sua storia nel mondo dell’arte inizia 38 anni fa, quando a Forte dei Marmi aprì la prima galleria in soli 11 metri quadri di spazio: “volevo dare un nuovo approccio al collezionismo: opere piccole ma uniche e preziose”. Oggi, a Pietrasanta, è cresciuta, e con le le dimensioni delle sue gallerie e dei pezzi d’autore. A fare da trait d’union, un gusto formidabile e il fiuto che fa di lei una talent scout eccezionale.

Perchè l’Arte e la bellezza dell’Arte ci salveranno?

L’opera d’arte che ammiriamo in un museo o in una galleria è un dono divino. È un segno riconoscibile di una mente ispirata a tradurre con il proprio linguaggio a carattere universale,  una necessità di comunicazione dell’uomo contemporaneo.

Certo non sempre l’opera che abbiamo davanti ha queste caratteristiche, ma quando le ha, il corpo e la mente di chi la guarda vibra, e esce la famosa frase: “non so dirle perché ma mi piace!”

Io, lo so perché! In quel momento si trovano  davanti ad un’emanazione del divino.

L’artista come Dio, crea senza essere creato, è un numero 1, crea opere che vivono di luce propria e si “reggono da sole” grazie ai canoni di percezione visiva e armonia che, il vero artista ha innate.

ARTISTI NON SI DIVENTA

Quando in galleria accade questo piccolo miracolo (grazie al cielo, spesso), che la mente del collezionista viene rapita per qualche secondo io, cerco di spiegare che la sua vita non sarà più la stessa senza quell’opera. Oggi più che mai è necessario “estrarniarsi” dalla realtà sempre più tagliente, e cosa c’è di meglio di un quadro che ti fa “volare”, che vedi tutte le mattine in casa tua quando ti svegli o quando ti rilassi sul divano dopo una giornata di lavoro?

I miei adorati collezionisti dopo anni, mi ricordano quanto gli ho fatti felici con quel disegno o quella tela venduta tempo addietro!

Ma perché un branco di pesci può salvarci la vita?

Sembra un semplice branco ma non lo è!

Siamo noi, il nostro gruppo, la nostra famiglia i nostri amici. C’è controllo, comando, guida e sporito di gruppo. Allo stesso tempo leggerezza, direzione e luminosità. I colori inesistenti fanno sviluppare la nostra immaginazione: è ovvio che sembrano vivi e guizzanti ma il mare non c’è eppure si sente! E allora cosa c’è di più stimolante che lasciarsi trascinare dal branco di acciughe che a secondo delle ore del giorno cambiano colore?

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