Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria Dal Made in Italy al Trap Fashion

Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria
Direttore
Maria Daniela Maisano

Maria Daniela Maisano

Corso di Storia del costume
Ch.mo prof. Pasquale Lettieri
Venerdì 04/12/2020
Aula virtuale
Ore 9.00/13.00

Marica Giustra, Abito medioevale

Workshop

Ore 10.00
Alta Moda su misura
di Angela Formaggia
Alta Moda Angela, Milano

Angela Formaggia

Ore 11.00
Moda social e global style
di Luigi Iocca
Influencer

Luigi Iocca

Ore 12.00
Trap fashion
di Tsunami
Rapper

Tsunami

“La cura del sè non è della natura, -sottolinea il direttore Maria Daniela Maisano – che ci mette dalla sua l’evoluzione, la selezione, gli elementi antropologici per la riproduzione della specie che tende all’autoconservazione, con adattamenti alle latitudini e alle longitudini, per cui entra in scena il meccanismo della seduzione, nel senso dell’habeas corpus, nella sua integralità e integrazione nella vista, nell’udito, nel tatto, nel gusto, con tutti i prolungamenti tecnici che si sono accumulati e raffinati, nello stile, nella personalità, nella capacità di adattamento / variazione / elaborazione. Ad esso corrispondono le arti decorative nel senso più alto e aggreganti del sistema delle arti come realtà poetiche, soprattutto, nell’unificare (eroticamente) quello che non doveva mai essere disgiunto, e corrisponde da un lato alla nomenclatura delle autoreferenziali (le arti pure) e dall’altra alla nomenclatura delle eteroreferenziali (le arti applicate). Le decorative fanno da catalizzanti che fanno sì che il sistema creativo / inventivo, non superi quel tasso di entropia, oltre il quale non esiste sistema, ma una serie di schegge impazzite a cui non si può dare nessun compito costituente, né per l’individuo, nè per la collettività, al netto delle differenze storicamente determinate, che non sono secondarie nell’individuare le differenze orizzontali delle civiltà, in senso metaforico e sincronico e quelle verticali che marca le analogie e le differenze, sempre”.

Rosangela Balbo, Athena

La moda mette insieme tutti gli elementi necessari della fantasia e della memoria, “costruendo” mentalmente un’idea, una forma e poi un progetto, un meccanismo, con la sua organicità delle complementari da mettere insieme con le polarità di una stagnazione sedentaria e di un nomadismo incalzante. Quindi una teoria e una prassi del rappresentarsi e del rappresentare, un vero fatto di stilistica, che coinvolge, il modo dell’apparire, sempre di più slegato alle stagionalità della vita, non solo climatiche, ma delle stesse età morfologiche e psicologiche. Da questo punto di vista grande è il contributo, che ci viene dalla storia del costume, come forma e arte. “Si tratta di un vero trionfo del femminile, -evidenzia la fashion designer Giuseppina D’Errico – non solo come genere e figura consolidata, ma del mitizzarsi del concetto di bellezza in quello dell’agricoltura, dell’insegnare, dare segno alla terra e in quello di cultura, cioè del dare un codice al sapere e al concetto delle conoscenze, per fare si che il tutto fosse somma di componenti, chiarificabili e distinguibili e non un indistinto fascio di parallelismi e di contaminazioni. Bellezza e femminile sono diventati se non sinonimi, fattori collegati, nel senso che si può incontrare l’imperfezione, certo, la forzatura, la manchevolezza, ma sempre in misura molto minore che nell’uomo, le cui doti diventano apprezzabili solo quando sono addolcite, ingentilite, nel segno della cortesia, della profumatezza, della musicalità, della poesia, aspetti che richiamano l’aspetto femminile del maschile”.

Manuel Gallo
Giornalista

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